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Un piccolo capolavoro di impegno civile

Nell’Ottobre 2005, nella banlieu parigina di Clichy-sous-Bois, tre ragazzi spaventati scappano rincorsi da alcuni poliziotti che credono di dare la caccia a tre ladri. I tre si rifugiano presso una centralina elettrica ad alto voltaggio. Due di loro, Zyed Benna e Bouna Traoré, rimangono fulminati perdendo le loro giovani vite. La coppia di cineasti francesi Jean-Marie Straub e Danièle Huillet ha tratto dall’episodio un piccolo capolavoro artistico e di impegno civile. Europa 2005, questo il titolo dell’opera, è formalmente un omaggio a Europa ’51 di Roberto Rossellini ma ha una forza e una drammaticità totalmente originali. Non c’è una narrazione, non ci sono attori,  non ci sono parole. L’opera, come scrive la rivista The New Inquiry, parla “della battaglia per gli spazi pubblici, del nucleo violento dell’ordine costituito e delle barriere all’agire politico”. Ed è pura, drammatica, intensa poesia. (g.p.)